Dr. Gianni Sulis

Otorinolaringoiatra

PATOLOGIE DELL'ORECCHIO

 

PATOLOGIE DELL'ORECCHIO ESTERNO E MEDIO
 
 

Le patologie dell'orecchio esterno sono suddivise in:

 

1) Patologie interessanti il padiglione

tra cui ricordiamo quelle legate ad errori dell'embriogenesi (mancanza del padiglione, presenza di padiglioni malformati o di appendici), che si possono o meno associare ad un consensuale danno a carico del condotto (come nell'atresia auris in cui non si è formato), l'otoematoma, caratterizzato dalla formazione di un versamento siero ematico tra cartilagine e pericondrio spesso conseguenza di traumi tangenziali al padiglione, che va velocemente rimosso pena la formazione di danni cicatriziali irreversibili, e la zona auris, una pericolosa localizzazione del virus dell'Herpes Zooster, in cui si hanno eruzioni vescicolose, dolorose sulla conca e sul padiglione, paralisi facciale, vertigini (per danno al labirinto posteriore) ed ipoacusia.

 

2) Patologie del condotto uditivo esterno (CUE)

tra queste la più comune è rappresentata dal tappo di cerume, un abnorme accumulo di secrezione delle ghiandole ceruminose, per deficit nella sua fisiologica eliminazione spontanea, o per sua compattazione grazie all'errato uso di cotton fioc, o tappi per dormire.

La presenza di questo materiale comporta ipoacusia trasmissiva, autofonia (rimbombo della propria voce), senso di orecchio ovattato, e, talvolta, acufeni (fischi alle orecchie) a tonalità grave, instabilità, lieve cefalea. La sua eliminazione si effettua utilizzando cannule di aspirazione di vario calibro, uncini bottonuti e/o spatoline e pinze da orecchio, sotto controllo microscopico, stando attenti a non traumatizzare le fragili pareti del CUE.

L'utilizzo dell'acqua tiepida e dello schizzettone (una grande siringa ad anelli), va effettuato raramente e con estrema cautela poiché praticamente avviene alla cieca senza conoscere le reali condizioni della MEMBRANA TIMPANICA, come presenza di zone fragili da riparazione spontanee di pregresse perforazioni, ciò può comportare la possibilità non del tutto remota di provocare perforazioni della stessa MEMBRANA TIMPANICA.

E' buona norma se possibile apporre per qualche giorno prima dell'estrazione dei prodotti ceruminolitici, o qualche goccia di comune olio d'oliva, questo aiuterebbe usato saltuariamente a prevenire la riformazione del tappo.   

 

 

Tra le patologie infiammatorie del CUE ricordiamo le otiti esterne, divisibili in:

circoscritte

diffuse.

le prime sono caratterizzate dal comune foruncolo del CUE, una comune flogosi di una ghiandola pilo sebacea localizzata esclusivamente nella porzione più esterna del CUE quella cartilaginea equivalente ai 2/3 esterni, questa si differenzia da lesioni analoghe in altre sedi per il notevole dolore (otodinia, dolore ad origine diretta dalle strutture dell'orecchio da non confondere con l'otalgia dolore a provenienza da strutture diverse ma riferito all'orecchio).

Infatti la cute del CUE è molto aderente alla cartilagine sottostante e ciò comporta una notevole stimolazione delle terminazioni nervose dolorifiche.

Le seconde sono caratterizzate da un processo infiammatorio diffuso interessante in toto la cute del CUE, e talvolta la stessa MEMBRANA TIMPANICA.

Sono patologie spesso frequenti in estate favorite dal clima caldo umido e provocate da piccole lesioni della cute per grattamento o uso di altri strumenti che favoriscono la penetrazione dei germi.

Entrambe le lesioni sono caratterizzate da otodinia, ipoacusia trasmissiva, otorrea (circoscritta nel primo caso, diffusa ma mai abbondante nel secondo).

Il dolore di queste forme è diverso da quello presente nella otite media (vedi avanti), infatti nelle forme esterne è accentuato dalla pressione del trago (una cartilagine dell'imbocco del CUE), e dallo stiramento del padiglione, si associa sovente a dolore accentuato dal parlare e dalla masticazione, infatti l'articolazione temporo mandibolare è proprio al di sotto della parete inferiore del CUE e, talvolta, trisma (contrattura riflessa antalgica dei muscoli masticatori) con diminuzione dell'apertura buccale.

Nell'otite media il dolore è invece riferito al fondo del CUE, e talvolta, per interessamento mastoideo, esacerbato dalla compressione del mastoide.

In entrambe le forme la terapia consiste, ciò vale in particolar modo per le forme diffuse, nella rimozione operata dallo specialista otorino del materiale purulento con l'uso di cannule d'aspirazione sotto controllo otoscopico, nell'uso di lavaggi medicati, gocce antibiotico cortisoniche e creme; possono essere utili gli impacchi caldo umidi (utilizzando una borsa d'acqua calda avvolta da un asciugamano umido), e si consigliare al paziente di evitare la penetrazione di acqua nell'orecchio.

Tale terapia è quindi essenzialmente locale, solo talvolta in caso di notevole edema o di un processo particolarmente aggressivo con, magari, secrezione verdastra (indice della presenza dello pseudomonas, un germe molto resistente) può essere utile agire con un'antibioticoterapia per via sistemica.

Nelle persone immunodepresse l'otite esterna può assumere un andamento estremamente aggressivo, “forma maligna”.

Un 'altra forma che può interessare l'orecchio esterno è l'otomicosi, ossia la colonizzazine da parte di funghi, di solito del genere aspergillus o candida, dell'orecchio esterno, essa è caratterizzata inizialmente da prurito, scarsa otorrea ed ipoacusia trasmissiva dovuta alla formazione del tappo micotico.

Il dolore rappresenta una tappa successiva, in quanto le ife (ramificazioni) fungine tendono ad avere una crescita superficiale, è può essere espressione di una sovrapposizione batterica.

La terapia di questa forma è locale, con lavaggi medicati a basso ph, antimicotici per via locale e raramente per via sistemica, e va proseguita per un tempo sufficientemente prolungato allo scopo di ottenere l'eradicazione.

 

E' importante evitare il trasporto accidentale dell'infezione da un orecchio all'altro.

 

Il prurito del condotto può anche essere provocato da un'eczema, una sorta di dermatite irritativa da contatto caratterizzata da formazione di vescicole, e successivamente dalla formazione di croste. Spesso non si riconosce una vera allergia ma solo un dismicrobismo intestinale o una malattia od una disfunzione a carico dell'apparato digerente.

Il prurito può anche aversi nell'otite esterna cronica: la cute è diventata sottilissima secca, carenza di cerume, e si è insediato quasi come commensale lo pseudomonas. Tali forme sono favorite e mantenute dal grattamento che va assolutamente evitato.

Una forma che sta a cavallo tra orecchio esterno e ORECCHIO medio è la miringite bolloso emorragica, in cui si ha la formazione di bolle sieroso emorragiche tra lo strato più esterno della MEMBRANA TIMPANICA e le strato fibroso (giova ricordare che la MEMBRANA TIMPANICA è costituita da tre strati) con grande dolore: essa è in genere conseguenza di un'infezione da virus influenzale.
   

 

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